
Il Regno Unito ha introdotto il reato di Failure to Prevent Fraud (FTPF), consolidando un nuovo approccio alla responsabilità penale delle imprese. Con le linee guida ufficiali pubblicate dal Governo britannico, il quadro normativo in materia di frodi aziendali si arricchisce di strumenti operativi che rendono le organizzazioni direttamente responsabili quando dipendenti o apicali commettono frodi a loro vantaggio.
Il nuovo reato, previsto dall’Economic Crime and Corporate Transparency Act (ECCT Act) ed entrato in vigore il 26 ottobre 2023, è oggi parte integrante della normativa d’impresa nel Regno Unito. Le linee guida del 6 novembre 2024 restano il principale punto di riferimento per definire sistemi di prevenzione antifrode efficaci.
Failure to Prevent Fraud (FTPF): cosa prevede il nuovo reato UK
Il reato di Failure to Prevent Fraud stabilisce che un’impresa è penalmente responsabile se non dimostra di avere procedure “ragionevoli” per prevenire frodi commesse da apicali o collaboratori nell’interesse o a vantaggio dell’organizzazione.
Le linee guida UK sulla prevenzione delle frodi evidenziano quattro requisiti fondamentali:
- Risk assessment mirato sulle aree aziendali a rischio frode.
- Procedure documentate e aggiornate, proporzionate alla dimensione e complessità dell’impresa.
- Whistleblowing efficace e indipendente.
- Formazione continua del personale e del management.
Il principio chiave non è garantire l’impossibilità assoluta di frode, ma dimostrare un sistema organizzativo serio e coerente di prevenzione.
Il confronto con il D.Lgs. 231/2001 in Italia
In Italia la responsabilità dell’ente è disciplinata dal D.Lgs. 231/2001, che da oltre vent’anni rappresenta il riferimento normativo in materia di compliance aziendale e prevenzione dei reati.
Il Modello 231 prevede:
- mappatura dei rischi e processi sensibili;
- protocolli di prevenzione specifici;
- sistemi di controllo e aggiornamento periodico;
- formazione obbligatoria e continua.
Entrambi i modelli condividono la logica preventiva e la centralità della responsabilità organizzativa, sebbene con differenze strutturali e probatorie.
Perché le imprese italiane devono adeguarsi
Le aziende italiane che operano con il mercato britannico non possono sottovalutare l’impatto del nuovo reato FTPF. Integrare le best practice UK nel proprio Modello 231 consente di:
- rafforzare la compliance antifrode con strumenti internazionali;
- migliorare la reputazione aziendale presso clienti e investitori;
- prevenire rischi legali e reputazionali nei contesti esteri.
In uno scenario globale sempre più regolato, la compliance integrata è una leva strategica e non un mero adempimento normativo.
Il reato di Failure to Prevent Fraud rappresenta una tendenza globale: spostare la responsabilità dall’individuo alla struttura organizzativa. Per le imprese italiane, il momento è maturo per rivedere i propri Modelli 231, aggiornarli con le best practice internazionali e adottare una cultura antifrode strutturata.


